DA PITAGORA A LACAN: UNA STORIA UFFICIALE DELLA MATEMATICA
Ad uso degli psicoanalisti
VIRGINIA HASENBALG-CORABIANU
Annodamenti | pag. 151 | 2026 | € 18,00 | ISBN 979-12-80071-21-7
Tanto la matematica quanto la psicoanalisi hanno a che fare con una combinazione di lettere rigorosamente stabilita. Il matematico ne riempie le lavagne; l’analista,
invece, ne decifra un’altra di lavagna — quella dell’inconscio — dove le lettere si manifestano propriamente attraverso gli equivoci e i lapsus del linguaggio. In tal modo questo deciframento, che è l’interpretazione, libera ‘le lettere che stanno soffrendo’ e che insistono nel farsi riconoscere attraverso diversi e variegati sintomi.
Virginia Hasenbalg-Corabianu approccia allora la ‘strana matematica’ lasciata da Lacan, invocando l’aiuto di alcuni eroi di questa storia (Cusano, Desargues, Frege, Cantor, Gödel…).
Storia della matematica, certo, ma anche storia dell’effetto di quest’ultima sulla soggettività del genio che, all’epoca, ne scoprì alcuni concetti; e a volte, anche, dell’effetto che le stesse scoperte hanno avuto sulla soggettività del loro tempo.
Senza essere matematica, e ispirandosi alla frase di Joseph-Louis Lagrange, l’autrice si è data come obiettivo di spiegare alcune nozioni matematiche agli psicoanalisti: «Un matematico non ha capito perfettamente i propri lavori fino a quando non li ha chiariti al punto di poter scendere in strada e spiegarli alla prima persona incontrata».
VIRGINIA HASENBALG-CORABIANU è psichiatra e psicoanalista, membro di ALI Parigi (Associazione Lacaniana Internazionale, già Associazione Freudiana Internazionale) dal 1989; ne è la tesoriera dal 2024. Laureata in Medicina all’Università di Buenos Aires, si è in seguito formata all’ospedale Sainte-Anne di Parigi (settore adulti), in un servizio diretto, all’epoca, da Marcel Czermak. A Parigi è anche membro del Cartel America Latina, all’interno del quale è stata pubblicata — nel volume “L’inconscio post-coloniale, se esiste”, che ne raccoglie i lavori — una sua ricerca sulla controversia di Valladolid: “Un dibattito da teologi”. Fondatrice, insieme a Henri Cesbron-Lavau, del gruppo “Le mattinate lacaniane” in seno ad ALI — incentrato sulle ricerche di Cantor sull’infinito — ne ha curato l’organizzazione e i lavori, di cui questo libro è il frutto.